VIETNAM BARCA CON PESCATOREUna terra lontana, remota, che profuma di storia e di tradizione. Parlando del Vietnam il pensiero non può non andare alla guerra tra nordisti e sudisti, a quello sciagurato massacro di vite umane che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta causò la morte di oltre un milione di persone. Numeri incredibili e desolanti che segnarono la storia di una nazione e quella di almeno tre generazioni di civili. E che forse proprio per questo fanno del Vietnam, a distanza di oltre mezzo secolo, una destinazione che continua ancora oggi a calamitare l’attenzione e i viaggi di tantissimi turisti.
Perché visitare il Vietnam? Per fare un passo dentro la storia, per vivere in prima persona una realtà affascinante e ricca di suggestioni che trasuda cultura e ricordi in ogni angolo. Un viaggio nel sud-est asiatico, una perla incastonata tra Cina, Laos e Cambogia bagnata dalle acque del Mar Cinese meridionale.

Il nostro è un viaggio di nove giorni e otto notti e iniziamo subito dicendo che non esiste un periodo dell’anno migliore di altri per tuffarsi in quest’avventura. Potete andare quando volete. Il clima vietnamita è monsonico, con inverni secchi ed estati molto piovose, precedute con cadenza regolare da periodi caldissimi e afosi. Ma ogni qual volta una regione è troppo fredda e piovosa, ce n’è sempre un’altra in cui si sta bene, con un clima sereno e invidiabile. Molto poi dipende anche dalla conformazione del territorio, dal momento che le aree montuose sono logicamente più fredde di quelle costiere e le temperature, specie in inverno, possono pure scendere sotto lo zero. Senza scordare uno degli elementi più caratteristici del clima vietnamita, quei tifoni che tra giugno e novembre spazzano in lungo e in largo molte zone del paese.

hanoi, vietnamNove giorni e otto notti, si diceva. La prima tappa del nostro viaggio è l’arrivo a Hanoi, la capitale politica del Vietnam: una città che ci colpisce subito per la magìa della collocazione geografica, visto che sorge proprio sulle rive del Fiume Rosso. Il suo stesso nome ha un significato tutto particolare, “al di qua del fiume”, che la dice lunga sull’atmosfera che si può respirare sin dal primo impatto. Di luoghi da visitare ce ne sono tantissimi, alcuni appena fuori dalla città come la leggendaria “Pagoda del Maestro” (Chua Thay) dedicata al Buddha del presente o la “Pagoda dell’Ovest” (Tay Phuong), uno dei maggiori capolavori dell’arte buddista vietnamita.

Già, le pagode. Quando hai la fortuna di viaggiare nelle più remote terre asiatiche, sono proprio loro uno degli elementi più caratteristici. Si tratta di imponenti torri che svettano sulle città, edifici a diversi piani ciascuno dei quali dotato di un tetto a falde spioventi. Veri e propri punti di riferimento che puntellano il paesaggio diventandone autentici e inconfondibili simboli, un po’ come avviene a Roma con gli obelischi. Meraviglie da ammirare e fotografare, soprattutto di notte con effetti di luce a dir poco sbalorditivi.

Ma Hanoi non è solo terra di pagode. Vedere per credere la maestosità del Mausoleo di Ho Chi Minh o del Tempio della Letteratura, un’antica università costruita addirittura nel 1070 in onore di Confucio. Se poi volete davvero restare a bocca aperta, allora non perdetevi la meraviglia del “Lago della Spada Restituita”. Un’incantevole distesa d’acqua in cui la storia fa posto alla leggenda: quella di un antico re guerriero del 1400, Le Thai To, che secondo la tradizione avrebbe vinto molte battaglie contro la dinastia dei Ming e ottenuto l’indipendenza del Vietnam dall’impero cinese grazie alle virtù di una spada magica, ricevuta in dono dal Dio Tartaruga Dorato (Kim Qui). Secondo la leggenda, un giorno una tartaruga gigantesca emerse dalle acque del Lago Luc Thuy implorando il sovrano di restituire l’arma al legittimo proprietario, il Re Dragone. Non dovendo più difendersi dai Cinesi, il saggio Le Thai To accettò e la spada si alzò magicamente in volo fino a raggiungere la tartaruga, che si rituffò nel lago assicurando per molti anni pace e fertilità all’intera nazione. Un racconto che ti fa sognare ad occhi aperti quando lo ascolti nello spettacolare scenario del luogo.

Halong Bay, VietnamPoco distante da Hanoi c’è poi la splendida Halong Bay, una baia definita “l’ottava meraviglia del mondo” per il suo turbinìo di isole, isolette e grotte che in alcuni momenti della giornata (soprattutto al mattino) creano con la foschia delle sensazioni “vedo, non vedo” da mille e una notte. Al punto che anche qui è nata una leggenda che identifica le isole con i resti della coda di un drago inabissatosi nelle acque della baia.

Un altro momento-clou del nostro viaggio è stata la visita a Hoi An, città del Vietnam centrale che gli antichi mercanti europei conoscevano con il nome di Faifo. E’ stata a lungo uno dei porti commerciali più importanti di tutta l’Asia e oggi una delle attrazioni più caratteristiche è il “ponte giapponese”, costruito nel 1592, unico ponte coperto al mondo con un tempio buddhista.

Hoi An, VietnamDa Hoi An ci spostiamo a Hue-Ho Chi Minh, altra città a dir poco spettacolare risistemata con l’aiuto dell’Unesco. Qui spicca il “fiume dei profumi” (Huong Giang), che nasce dalle montagne di Son Truong e deve il suo nome al fatto che attraversando diversi villaggi ne assorbe le più variegate fragranze di fiori e prati. Immancabile anche qui un’ulteriore leggenda popolare, secondo cui le tonalità bianco-verdi dell’acqua richiamano una spada d’argento comparsa in passato nel cielo. Risalire il corso del fiume permette di ammirare da vicino come vivono gli abitanti dei villaggi e di capire come in alcuni casi le barche fungono persino da abitazioni galleggianti.

La nostra indimenticabile avventura vietnamita si conclude con le visite alla città di Saigon, celebre per la cattedrale di Notre Dame (sì, lo stesso nome di quella di Parigi!) e per il mercato Binh Tay, e al Delta del Mekong, un autentico “labirinto” di canali in cui abbiamo avuto la fortuna e il piacere di ammirare un mercatino galleggiante e un giardino di bonsai. Con la ciliegina sulla torta della visita ad una piantagione locale per gustare i sapori della frutta tropicale tipica del luogo.

 

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