The Wave la grande onda scavata nella roccia

Eccolo il grande giorno, l’agognato sogno sta per avverarsi.

the wave manuelaLa giornata, dal punto di vista meteorologico, promette bene, il cielo è quasi sgombro dalle nuvole già dal primo mattino. Oggi infatti la sveglia è all’alba,  in quanto ci aspetta un’ora di auto per arrivare al parcheggio Wire Pass, punto di partenza per il lungo trail tra rocce e sabbia che ci porterà, dopo aver percorso ben 3 miglia, alla scoperta della famosa onda rossa.

Ci siamo documentati parecchio su questo luogo esclusivo e, avendo letto diversi racconti di persone che si sono avventurate da queste parti, siamo consapevoli che non si tratta di una passeggiata, ma di un percorso faticoso, non tracciato, non segnalato ed è all’interno di un’immensa area desertica dove è molto probabile non incontrare anima viva.

Il percorso in auto si rivela molto scenografico, siamo nella zona naturalistica delle Vermillion Cliffs e tutt’intorno, con la luce del mattino, i colori delle colline sono un vero schianto, tant’è che, assonnata com’ero,  riesco a risvegliarmi con un grande sorriso.

Arriviamo al parcheggio di Wire Pass e l’entusiasmo sta salendo forte. Ci sono due auto parcheggiate; allora vorrà dire che qualcuno prima di noi avrà lasciato le impronte sulla sabbia lungo il percorso.

Lasciamo le nostre firme nell’apposito registro dentro ad una bacheca, apriamo la mappa del percorso ed iniziamo così il nostro cammino.  Abbiamo con noi:  nello zaino acqua e panino, appeso allo zaino ben in vista il permesso numerato e in noi un entusiasmo esplosivo!

stati_uniti_utah_vermillion_cliffs_manuela_barzan_racconti_viaggioSeguiamo le prime indicazioni fornite dalle mappe fotografiche che ci sono state recapitate a casa assieme ai permessi e iniziamo il trail camminando sul letto di un torrente asciutto, poi proseguiamo scalando le prime collinette che si trovano davanti a noi e di colpo ci troviamo in un’area rialzata rispetto al parcheggio e ci rendiamo conto dell’enorme deserto roccioso che ci circonda. Il panorama è surreale, sembra di essere in un altro mondo, si sente solo il rumore del vento che, soffiando, fa rotolare piccoli cespugli rinsecchiti. Tutt’intorno  vediamo grosse macchie di sabbia rossa punteggiate da irti cespugli e poi le Coyote Buttes, strane formazioni rocciose stratificate, lisciate dal vento e dall’acqua, di forma conica e con la cima piatta.  Siamo già rapiti dal paesaggio che ci circonda, scattiamo alcune foto, beviamo un sorso d’acqua e consultiamo ancora la mappa confrontando alcuni punti di fronte a noi con le preziose fotografie, unici riferimenti per individuare il percorso. Sembra strano, ma solo dopo un’ora di cammino, ci rendiamo conto di essere vicini alla meta; vediamo in lontananza Top Rock, il gruppo di colline che nasconde The Wave . Per faticare meno, dobbiamo cercare di rimanere il più possibile in quota, ma a volte il percorso si fa molto duro per chi, come noi, non è allenato al trekking.

manuela the waveQuasi alla fine del trail ci aspetta la parte più difficile per le nostre povere gambe, ormai affaticate dal percorso molto impegnativo. Si tratta di risalire una grande franata di sabbia dove, in cima, finalmente, troveremo The Wave. E allora, cosa aspettiamo? Iniziamo la salita e con grande fatica raggiungiamo un piccolo varco nella roccia e, all’improvviso, con un tuffo al cuore, realizziamo di essere dentro l’onda !

E’ uno scenario fantastico quello  che ci circonda, la roccia sembra essere stata fusa e poi lasciata libera di esprimersi in tutta la sua forza che ora mostra i suoi rossi fasci muscolari in un ampio e sinuoso movimento.

Noi rimaniamo lì, soli, senza parlare, impietriti,  completamente sommersi dalla gigantesca onda.

Ascoltiamo il vento che scivola sull’onda e, di colpo, ci raggiunge l’impressione di essere in mezzo all’oceano sopra l’onda perfetta e, per gioco, simuliamo un leggiadro guizzo sulla tavola, come due veri surfisti.

manuela the waveE’ fantastico essere a tu per tu con l’onda, poterla cavalcare, poter toccare le sue pareti striate, dalle tonalità così accese e dalle forme così perfette, da sembrare scolpite. Qui, la natura che ci circonda è costituita da rocce multiformi, ma nulla è così armonioso del movimento che scorre sotto ai nostri piedi.

Abbiamo cercato l’onda per molto tempo ed è bellissimo poterla vivere, poterla avere tutta per noi.

Dopo aver esaurito la frenesia di scattare tantissime foto da tutte le angolature, cerchiamo un posto protetto dal forte vento per mettere qualcosa sotto i denti; e quale miglior posto, ne non al riparo della roccia “hamburger”, chiamata così proprio per la sua bizzarra forma a panino?

hamburgerNon lontano da The Wave c’è un’altra onda, chiamata appunto “Second Wave” e noi la visitiamo trovandola sicuramente meno interessante della prima per la forma e per i colori meno decisi.

All’improvviso ci accorgiamo di non essere soli, c’è una coppia di simpatici ragazzi australiani con i quali facciamo conoscenza e scattiamo alcune foto.

La stanchezza si fa sentire e il tempo volge al peggio, quindi, a malincuore, ci avviamo verso la strada del ritorno, consapevoli che, forse, la contentezza di vincere un’altra lotteria per The Wave potremmo ancora riviverla, ma la scoperta della meravigliosa onda rossa, si vive una volta sola.

Manuela Barzan

 

camera-verde  foto da The Wave tra l’Arizona e lo Utah

 

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Francesco
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This post has 5 comments
  • laura cecchi:

    Ciao Francesco
    ho letto il tuo articolo. Io e il mio compagno ci siamo iscritti proprio ieri sera alla lotteria…..per me è….UN SOGNO!!! Per favore mi dici quanto OBBIETTIVAMENTE è difficoltoso sia il trattao in auto che quello a piedi soprattutto per quanto riguardo l’orientamento e quale è la cittadina più vicina per fare “base”.
    Grazie mille
    Laura

    • Ciao Ragazzi,
      potreste fare base a Page, così avrete modo di vedere altre bellezze tipo Antelope, lake powell, horse shoe band e tutta la zona.
      Il tratto che va dalla zona asfaltata al parking, piccola piazzola tra gli alberi, è assolutamente facile, magari un po’ di attenzione perchè si tratta di sterrato
      e quando piove diventa scivoloso, sufficiente andare piano. dal parking all’onda vera e propria è tutto uno spettacolo, sono circa 4 miglia di falso piani, sabbia, rocce, vegetazione poca,
      panorama meraviglioso, assolutamente facile.
      In bocca al lupo
      Francesco

  • Corrado e Sara:

    Ciao e complimenti per il vostro blog. Davvero ben fatto!
    Wow, ragazzi che privilegio che avete avuto a poter visitare The Wave. Noi purtroppo non siamo stati sorteggiati. Comunque quella zona fra Utah e Arizona è veramente indescrivibile.
    Vi segnaliamo anche il nostro blog, dove diamo consigli di fotografia a viaggiatori incalliti.
    Spero possa ritornarvi utile.
    http://www.ishoottravels.com

    • Ciao Ragazzi,
      scusate il ritardo, complimenti anche a Voi per il Vostro blog, che abbiamo provveduto a linkare all’interno di RdV, ci piacerebbe se poteste fare anche Voi un link al nostro.
      Buoni Viaggi
      Francesco

      • Corrado e Sara:

        Ciao Francesco, purtroppo non abbiamo ancora aperto una sezione ai link. Se hai voglia potresti lasciare un commento sul ns blog con il link 😉
        A presto e bravissimi ancora!

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