Partiamo alla scoperta delle isole di Capo Verde!

101_capo_verde_racconti_di_viaggioOggi ci dirigiamo verso un nuovo arcipelago, un grappolo di isole di origine vulcanica disposte a semicerchio nell’Oceano Atlantico: l’arcipelago di Capo Verde.

L’arcipelago è composto da dieci isole di origine vulcanica, situato a circa 500 km dalle coste senegalesi nell’oceano Atlantico settentrionale, al largo dell’Africa occidentale ed è stato scoperto non molti anni fa dagli operatori internazionali, che hanno aperto le porte di Capo Verde al turismo.

Il clima a Capo Verde è di tipo tropicale secco, con una temperatura media che oscilla tutto l’anno intorno ai 26 °C; l’escursione termica, tra massime e minime, non supera mai i 10 °C, mentre in mare la temperatura dell’acqua oscilla fra i 22° e i 29 °C a seconda delle stagioni; particolare di estrema importanza, che rende l’arcipelago una meta perfetta ogni mese dell’anno.

Nelle isole montuose come Santiago, Santo Antão, São Nicolau e Fogo il sole domina quasi tutto l’anno, mentre il breve periodo delle piogge va da settembre ad ottobre. Boa Vista, Sal e Maio offrono invece un clima nettamente più secco, dovuto ai venti caldi provenienti dal Sahara.

Il patrimonio naturale di indubbia bellezza dell’arcipelago Capoverdiano spazia dalle lunghe spiagge incontaminate ai paesaggi lunari e desertici, dalle vette montuose (Pico do Fogo 2829 mt), alle verdissime vallate di Santo Antao. Sotto il profilo culturale le animate città coloniali di Capo Verde (su tutte Mindelo e Praia) offrono al visitatore la vera immagine del paese e lo spirito Creolo dei Capoverdiani. Il Turismo a Capo Verde è arrivato solo di recente grazie ad operatori turistici internazionali ma fortunatamente non si tratta di un turismo di massa.

04_capo_verde_racconti_di_viaggioGli appassionati di subacquea, snorkeling o pesca d’altura troveranno a Capo Verde fondali particolarmente ricchi oltre a una variegata offerta per quanto concerne la ricettività turistica con varie tipologie di alloggio, dalle Pousadas (pensioni con accoglienza familiare), hotel di varie categorie, moderni resort, sino ai classici villaggi turistici con formula all inclusive.

Per il turista tutto compreso ci sono gli attrezzati resort di Sal, chi preferisce un po’ d’avventura non rinuncerà invece alla visita di Boavista e Santiago, isole dotate di strutture più semplici. Nelle isole minori le sistemazioni sono ancora più essenziali ma premiano per il contatto con la gente del luogo: è questo uno dei modi per scoprire l’anima del fiero e dignitoso popolo capoverdiano. Una cucina ricca e gustosa, musiche e ritmi di incredibile fascino e uno standard sanitario di buon livello sono le altre dotazioni di una destinazione ormai divenuta una delle più gettonate dagli amanti dell’estate tutto l’anno.

Iniziamo il nostro viaggio facendo la conoscenza con l’isola più conosciuta ed importante… siamo a Sal!

Che dire… da malata di mare e di immersioni non posso che convenire sul fatto che si tratta della maggiore attrazione per una vacanza a Capoverde… sicuramente è una piacevole sorpresa, perché non mi aspettavo dei colori così belli ed una temperatura dell’acqua così piacevole. Siamo pur sempre in mezzo all’oceano, su un’isola priva di barriera corallina, quindi non pensavo di trascorrere ore e ore in acqua ogni giorno ed invece così ho fatto.

01_capo_verde_racconti_di_viaggioProbabilmente settembre pur essendo un mese di bassa stagione è uno dei periodi migliori, perché non c’è molto vento e in spiaggia si sta benissimo; la massima affluenza si ha a partire da dicembre fino a maggio, i mesi più ventosi dell’anno e quindi motivo di richiamo per gli amanti del surf e del kitesurf, sport notevolmente diffusi sull’isola. Per una vacanza all’insegna del mare, inteso proprio come lunghi bagni divertenti tra le onde, il periodo ventoso è forse sconsigliato perché a volte diventa difficile rimanere in spiaggia a causa della sabbia che si alza e “frusta” la pelle!

Uscire dal villaggio è, come sempre, un obbligo per un buon viaggiatore. Prima di tutto una visita al paese di Santa Maria, raggiungibile con una piacevole passeggiata lungo la spiaggia. Il paese è ovviamente pieno di negozietti per turisti, ma camminando per le vie del paese si può assistere anche a scene di vita quotidiana. In particolare, ogni mattina verso le 11 arrivano al pontile i pescherecci.

Onestamente, chiamarli pescherecci non è adeguato, in quanto i pescatori escono per pescare pesci di taglia importante (pesci spada, tonni) con barchette di legno con motori da 5 cavalli… Anche per questo lo spettacolo del loro rientro dal mare risulta così affascinante. Il pescato del giorno viene scaricato sul pontile ed il pesce viene pulito, tagliato e messo in vendita direttamente sul posto!

Con un’altra piacevole passeggiata nella direzione opposta al paese, si arriva invece alla spiaggia di Ponte Preda, con delle belle dune a ridosso del mare. Nei mesi ventosi questa è una delle spiagge preferite dai surfisti per la giusta esposizione ai venti. Nel raggiungere questa spiaggia si deve (sottolineo DEVE…) fare una sosta al Centro SOS Tartarughe. Sulla spiaggia, un gruppo di ricercatori ha recintato un’aerea in cui vengono deposte le uova delle tartarughe caretta caretta, per proteggerle dall’inquinamento ambientale, dai predatori o più semplicemente dagli stessi capoverdiani che ancora oggi si cibano di tartarughe pur essendo questa una specie protetta.

09_capo_verde_racconti_di_viaggioOgni pomeriggio alle 16 il gruppo di studiosi e volontari scava nella sabbia per liberare le tartarughine che sono uscite dai gusci, che verranno poi liberate in mare di notte. E’ commovente assistere a questo spettacolo, questi piccoli esserini che istintivamente, appena usciti dal loro guscio, si dirigono verso il mare per prendere il largo ed iniziare la loro vita nel blu… una volta tanto la presenza di “spettatori” risulta essere una sorta di sistema di sicurezza per i piccoli, in quanto risultano un deterrente per i predatori che arrivano in volo con la speranza di catturare un piccolo ma facilissimo bottino. I responsabili del centro sono sempre estremamente disponibili nel raccontare aneddoti sul mondo delle tartarughe e sulla loro probabilità di sopravvivenza, la loro passione è palpabile e non si può non rimanere affascinati dal loro lavoro.

A presto con la prosecuzione del nostro viaggio!

Manuela Lamanu Manzotti

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