Kruger Park, una causa del “mal d’Africa”!

Eccoci di nuovo all’appuntamento con la rubrica dedicata al Sud Africa, la mia seconda terra.

Il Sudafrica possiede circa 300 parchi nazionali e riserve. Le esperienze possibili non sono di meno, dai luoghi più desolati alla savana verde ricca di forme di vita.

Oggi desidero parlarvi in maniera particolare del più famoso (a giusta ragione!) e conosciuto, il Parco nazionale Kruger, una delle più importanti attrazioni di questa vastissima nazione. In inglese Kruger National Park, in afrikaans Nasionale Krugerwildtuin, è la più grande riserva naturale del Sudafrica. Si estende su di un’area di circa 20.000 km², a ovest e a sud del parco si trovano le due province sudafricane di Mpumalamga e Limpopo, a nord lo Zimbawe  e a est Mozambico e Swaziland.

Recentemente, il Kruger è entrato a far parte del Great Limpopo Transfrontier Park, che lo unisce al Gonarezehou National Park dello Zimbabwe e al Limpopo National Park del Mozambico. Il parco appartiene alla “Kruger to Canyons Biosphere” (“Biosfera dal Kruger ai Canyon”), una zona designata dall’Unesco come Riserva Internazionale dell’Uomo e della Biosfera.

105_sudafrica_nord_kruger_park_racconti_di_viaggio_michele_zuninoIl periodo migliore è l’inverno australe, durante la stagione secca, che parte da maggio fino a ottobre, quando gli alberi sono spogli ed il bush basso e si possono scorgere gli animali con grande facilità. Attenzione però: nel sud del Paese, nella regione del Capo, è un periodo piovoso. A novembre e dicembre il Kruger è colmo di cuccioli di animali ed è bellissimo vederli muovere i primi passi, oltre che essere il periodo migliore per i carnivori.

Il Kruger è una zona a basso rischio malarico, soprattutto nei mesi da tra maggio e settembre. Nei Private Game Lodges il rischio è minimo perché generalmente sono posti in siti distanti dai centri abitati. La profilassi antimalarica è comunque sempre consigliata, ma non è obbligatoria. Si consiglia sempre di consultare il proprio medico curante e/o gli uffici sanitari locali.

Circa 2000 specie di piante, 500 specie di uccelli, oltre 100 specie di rettili e, dulcis in fundo, i big five, popolano questa estensione: L’espressione “big five” sta a indicare i cinque grandi animali della savana: elefante, leone, leopardo, rinoceronte e bufalo.

104_sudafrica_kruger_park_lodge_racconti_di_viaggio_michele_zuninoL’origine viene dal safari inteso come battuta di caccia, e i big five erano le 5 prede più ambite dai cacciatori, i 5 trofei più prestigiosi. Ma non ci sono solo loro, tanti altri sono i mammiferi tra cui zebre, antilopi, giraffe, iene, facoceri e ippopotami. Uno tra i parchi dove poter osservare la fauna in modo unico e “naturale”, senza assembramenti di macchine, pulmini e orde di visitatori.

Il parco offre una ampissima possibilità di soggiorno per tutte le tasche, da quelle economiche a quelle di lusso … talmente vasta e piena di diverse cratteristiche da meritare un articolo dedicato quindi stay tuned… arriverà a breve!

Nella zona del Kruger ci sono anche riserve private che offrono servizi di alto livello con guide e ottimi e accoglienti lodge dove, al ritorno dai safari, potrai essere coccolato da ottimi cibi e servizi, come farsi massaggiare in piena savana! Non sono posti per chi viaggia con budget contenuto e non sono nemmeno posti per viaggiatori in cerca di avventure in libertà. In alcuni lodge privati, avventura significa che al massimo lo champagne dopo il safari ti verrà servito senza le fragoline di bosco… Detto questo, chi cerca il top dell’esperienza safari tenga presente che i lodge nelle riserve private offrono, in primis, la stretta vicinanza alla fauna selvatica. Quindi non occorrerà percorrere lunghi tragitti prima di iniziare il safari, e potrà capitare di vedere elefanti ed altri “animaletti” attraversare il lodge con una certa indifferenza…!  Sabi Sand, che confina con il Kruger, è considerato da molti il posto migliore per osservare gli animali.

107_sudafrica_kruger_park_rinoceronte_racconti_di_viaggio_michele_zuninoA seguire, l’assoluta tranquillità: si viaggia su jeep che ospitano al massimo sei persone, e non in carovane come nei grandi parchi, le guide riservano molta attenzione e quando si avvista una leonessa con cuccioli non scatta una frenetica gara per il fuoristrada che arriva primo e più vicino.

Non da ultimo, la possibilità di “personalizzare” il proprio safari, così da esaltare al massimo le emozioni da vivere in questa esperienza, scegliendo di farsi guidare nel bush o di dedicarsi all’avvistamento di una specie in particolare. E non è fantasia o esagerazione… al Kruger puoi percorrere sentieri che ti portano a pochi metri dal muso di un ghepardo, a ridosso di pozze d’acqua in cui si stanno dissetando impala e giraffe, a seguire il lento percorso degli elefanti in branco!

La prima volta che la guida vi porterà sulle tracce di un leopardo, apprezzerete enormemente di averla vicina a voi! Una brava guida non vi terrà solo al sicuro dai leoni, ma vi farà apprezzare tutta la complessità del bush. Nelle riserve private, il servizio è compreso nel prezzo, ma nei parchi nazionali sarete tentati di farne a meno. La fortuna potrebbe assistervi , ma il rischio è di perdere molte cose interessanti.

107_sudafrica_Kruger_Park_giraffe_racconti_di_viaggio_michele_zuninoUn consiglio? Un valido modo per risparmiare è soggiornare in una riserva privata per qualche notte all’inizio del viaggio, approfittare ed imparare dalla preparazione delle guide e dall’abbondanza della fauna per capire molte cose sulla natura del Sudafrica e poi, con questo bel bagaglio di esperienza, rilassarsi in un parco nazionale, rallentare i ritmi e osservare da vicino quelli di madre natura, vivendo così in piena armonia con essi.

Un’esperienza unica, la “vera” Africa… quella che ci immaginiamo con i suoi immensi spazi e odori, quella che provoca il vero “mal d’Africa”…

Per saperne di più sul periodo, su come vestirsi e avere informazioni più approfondite non esitare a contattarmi…see you soon!

Michele Zunino

camera-verde  foto dal Kruger Park

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