Spitsbergen: spedizione artica a bordo dell’Ortelius

spitsbergen svalbardIl silenzio di un panorama mozzafiato. Il freddo che ti taglia la pelle. E il vento del Nord che ti accarezza il viso tra mille brividi. Basterebbero questi pochi dettagli per inquadrare una delle esperienze di viaggio più suggestive ed emozionanti che si possano immaginare. Stiamo parlando di una coraggiosa traversata, quella a bordo della crociera rompighiaccio «Ortelius», che nello scorso mese di luglio ha effettuato la prima circumnavigazione stagionale di Spitsbergen, la più grande isola norvegese dell’arcipelago delle Svalbard. Una superficie di quasi quarantamila chilometri quadrati che galleggia al centro di tre mari: il Mare di Groenlandia a ovest, il Mare di Barents a sud e il Mar Glaciale Artico a nord-est. Terre lontane da tutto e da tutti, lande incantate che profumano di mito e di una natura ancora «vecchio stampo»: semplice, selvaggia, pura, incontaminata, non attaccata nemmeno per scherzo dallo stress e dalla frenesia quasi morbosa della civiltà metropolitana. Quasi un paradiso terrestre, da ammirare senza perdere nemmeno un secondo.

Quante volte ci diciamo: basta, mollo tutto e me ne vado! Ecco, partire per un viaggio del genere significa proprio questo. Significa uscire dalla quotidianità e tuffarsi anima e corpo in un’avventura senza confini, né dal punto di vista territoriale né di spirito. Un’avventura per abbandonare gli schemi, per far crollare le barriere che ci circondano e che troppe volte ci spezzano le ali. Un’avventura per provare l’ebbrezza di trovarsi nel bel mezzo di una natura primordiale, priva di freni e profumata di libertà. Un’avventura sinonimo di coraggio e spensieratezza, quasi di quell’abbandono delle sensazioni a lungo esaltato dai «poeti maledetti» della letteratura francese.
Un viaggio coraggioso, si diceva: un’avventura di una decina di giorni che ha permesso ai fortunati partecipanti di toccare con mano le splendide attrazioni delle più remote regioni del Nord Europa. Zone che i più definiscono «selvagge», quasi inesplorate nel loro silenzio e nella loro natura.
Ernesto Barria Jim MayerIl tutto grazie ad uno staff impeccabile e professionale diretto con saggezza e maestria dal capitano Ernesto Barria, che per la perfezione del suo lavoro di recente è stato pure insignito dallo stato cileno con un diploma d’onore alla carriera.
Uno staff che aveva come fiore all’occhiello una nutrita squadra di biologi e geologi, tutti molto preparati e gentili, che con il loro capitano Jim Mayer hanno accompagnato i partecipanti in una vera e propria «full immersion» nella natura accattivante e incontaminata delle terre del Nord. Guide esperte e affidabili che hanno illustrato ogni singolo momento della spedizione, non trascurando mai una spiegazione e preparando i viaggiatori nel migliore dei modi ai suggestivi «incontri ravvicinati» con gli orsi durante le discese a terra.

mamma orsa cuccioli
«Ci hanno sempre fatto capire il luogo esatto in cui eravamo e anche gli incontri con gli orsi polari si sono svolti con la massima tranquillità – riporta una coppia di partecipanti – Senza le loro spiegazioni persino alcuni preziosi reperti sarebbero passati per semplici pezzi di legno».
Ma torniamo ai dettagli del viaggio. Partita il 14 luglio da Longyearbyen e rientrata alla base il 23, la «Ortelius» ha completato la circumnavigazione di Spitsbergen collezionando momenti davvero emozionanti: su tutti l’attraversamento dello stretto di Hinlopen, una sottilissima lingua d’acqua in cui la nave si è fatta strada tra i ghiacci per ben sette ore. O l’indimenticabile esperienza di una cena all’ottantesimo parallelo servita sul ponte superiore della nave, dove tutti ipack partecipanti armati di giaccone e berretto hanno potuto gustare prelibatezze di carne e di pesce in piena luce solare sfruttando la peculiarità della stagione artica: da aprile a settembre il sole a quella latitudine non tramonta mai, segna un circolo sul cielo sempre alla stessa altezza e non si abbassa mai sulla linea dell’orizzonte, come succede ad esempio a Capo Nord che si trova più in basso delle Svalbard rispetto al polo.
Sui libri di scuola ci parlano spesso di «sole di mezzanotte» o del fenomeno della «luce permanente»: ma per quanto uno possa studiare le caratteristiche del fenomeno, non esiste emozione più forte di viverlo in prima persona con i propri occhi. Sembra di essere in un sogno, come quando una persona chiude gli occhi per un paio di secondi e al posto del nero vede solo una luce leggera, tenue, quasi d’argento. Il Paradiso a portata di sguardo, un universo reale che da quanto è bello rischia persino di sembrare impossibile. Ma non lo è affatto perché si trova proprio lì, davanti ai nostri occhi e sotto ai nostri piedi. disgelo
Quanto alla nave, anche qui solo dettagli da pollice alto: spazi a disposizione sempre notevoli, sia nelle cabine che all’esterno, con la logica conseguenza di poter fare ottimi scatti fotografici da qualsiasi angolazione. Molto ben organizzate pure le già citate discese a terra, con gommoni comodi e capienti che rappresentano la soluzione ideale per farsi largo tra le acque e avvicinarsi a ghiacciai imponenti e spettacolari montagne colorate da migliaia di uccelli.
Inevitabile un cenno proprio alla fauna: i passeggeri hanno avuto l’opportunità di stazionare in cabina di comando e assistere così alle manovre di navigazione e di ricerca degli animali. Ed ecco materializzarsi davanti ai loro occhi meraviglie come beluga, foche, trichechi, orsi, uccelli, balene e volpi. Uno spettacolo da togliere il fiato e da portare nel cuore per sempre. In particolar modo l’incontro con gli orsi polari, splendidi esemplari che con la loro candida pelliccia sembrano quasi un tutt’uno con il ghiaccio e la neve. cuccioli orso polare Orsi forti, muscolosi, che con ogni singolo movimento del loro corpo trasmettono una duplice sensazione di forza e autorità. E che con l’ansimare del loro respiro ti fissano come se davanti agli occhi avessero un rebus irrisolvibile, un cruciverba ancora da iniziare.
Curiosità nella curiosità: al termine del viaggio ogni passeggero ha ricevuto un attestato di partecipazione e un resoconto dettagliato della spedizione, oltre ad avere l’ulteriore opportunità di pubblicare su una pagina web appositamente dedicata le più belle foto scattate durante l’intera durata della missione. certificate_francesco_manuelaDella serie: creare una composizione personale per fissare dei momenti di emozione indelebile, impossibile da cancellare. Un album-ricordo da custodire per sempre e da condividere con le immagini degli altri compagni d’avventura.

foto dalle isole Svalbard

http://www.francescocanton.it/destinazioni/nggallery/galleries/svalbard

Uff. Stampa
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