Eccoci! Siamo ritornati e siamo pronti per un nuovo viaggio per conoscere un nuovo Paese dove passeremo un po’ di tempo lontani dal rigido inverno e festeggeremo assieme ai nuovi amici il compleanno di Manuela e il Natale.
Un lungo viaggio con destinazione finale l’isola di Sangat ci ha portati alle Filippine, una destinazione all’insegna del relax delle passeggiate su spiagge solitarie e per qualche tuffo tra giardini di corallo e navi affondate.

Dopo una notte trascorsa a Manila, lasciamo la caotica capitale e voliamo a Coron nell’arcipelago delle Visayas Occidentali e lasciata la confusione di questa località frequentata principalmente da subacquei in cerca di vacanze low cost, prendiamo il largo su di una Bangka, la tipica imbarcazione filippina.

Sangat island arcipelago delle Visayas

Ci troviamo avvolti da innumerevoli isole montuose ricoperte da una lucente vegetazione che lascia in parte scoperte le irsute rocce grigie. Durante il tragitto notiamo la conformazione delle isole, alcune hanno qua e là spiagge assolate, altre hanno alla base profonde erosioni della roccia che le fanno assomigliare a dei grossi funghi galleggianti.

bangka coron island

Dopo quarantacinque minuti di tranquilla navigazione ad accoglierci al pontile del Sangat Island Dive Resort troviamo il sorriso contagioso e cortese di Cristina che induce gli ospiti a sentirsi dei visitatori privilegiati e nulla ci farà mai mancare fino al termine della nostra permanenza al Sangat.

 

Manuela Barzan e Cristina

Manuela e Cristina  Sangat island dive resort

Sangat island dive resort

Il piccolo resort, unica struttura in tutta l’isola, conta pochi bungalow disseminati tra il curato giardino e la spiaggia; e se la privacy non fosse sufficiente, oltre la roccia e la passerella a picco sul mare, c’è a disposizione un’intera villa con sei posti letto e spiaggia privata.

Due pinneggiate oltre la spiaggia e ci si ritrova sopra a un magnifico giardino di corallo multicolore e straordinariamente intatto, nonostante questa parte del mondo sia spesso flagellata da violenti tifoni.

Arriva anche il momento di conoscere i punti di immersione, ma prima facciamo conoscenza con le guide del diving: il gentleman Will e i simpaticissimi Ed e Carlos che ci accompagneranno con estrema gentilezza e professionalità a scoprire i fondali nelle vicinanze dell’isola.

A pochi minuti di navigazione, ci sono diversi relitti di navi giapponesi affondate durante l’ultima guerra mondiale, ormai interamente colonizzati da coralli e spugne e dove trovano rifugio innumerevoli specie di pesci. Sembra davvero impossibile che tanta ostilità sia arrivata in questo regno di pace e tranquillità.

manuela sangat private beach

manuela

Parecchi sono anche i punti di immersione sulla barriera corallina da queste parti miracolosamente intatta e ancora preservata dal surriscaldamento degli oceani. Sebbene non sia presente il pesce pelagico, ci si può divertire a scorgere buffe specie di nudibranchi e vermi piatti o, aguzzando la vista, cercare tra i rami di gorgonia gamberetti trasparenti, o ancora, andare alla ricerca di sogliole o polpi ben mimetizzati sul fondale sabbioso.

C’è una tale quantità di vita che pullula tra immense formazioni madreporiche di varie forme e colori, che si rischia di perdere letteralmente la percezione del tempo; i nostri computer subacquei indicano che dobbiamo risalire, settanta minuti di immersione sono volati!

Pagaiando con il kayak attorno all’isola faremo molte scoperte

Felici e soddisfatti dell’immersione, prendiamo il kayak e pagaiamo lungo la costa per un sano birdwatching che ci darà la possibilità di avvistare il piccolo e velocissimo Martin Pescatore e un raro uccello endemico, l’Hornbill dal grosso becco bianco che è anche il simbolo del Sangat Island Dive Resort.

martin pescatore filippino

kingfisher martin pescatore filippino

Ci facciamo consigliare qualche escursione dalla simpatica e frizzante Ruby che ci indica alcuni posti interessanti e facilmente raggiungibili da Sangat come il lago Kayangan che si raggiunge scollinando un tratto di roccia e dov’è possibile nuotare in un’acqua cristallina tra le montagne verdi e scoscese, e, proseguendo, dopo un numero considerevole di gradini la fatica viene ricompensata dalla vista di un tratto di mare paradisiaco.

kayangan lake coron island

kayangan coron island

Kayangan lake, Blue Lagoon e Barracuda Lake rara bellezza.

Un palcoscenico naturale di struggente bellezza è il Blue Lagoon, una piscina multicolore racchiusa tra pareti a strapiombo e riscaldata dal fenomeno geotermico, effetto SPA.

Le Filippine sorgono lungo l’anello di fuoco del Pacifico, dove c’è un’intensa attività vulcanica e pertanto è facile trovare delle sorgenti di acqua calda; così abbiamo provato anche la piacevole esperienza di un’immersione all’interno di un lago di acqua calda scendendo a quota -20 dove la temperatura dell’acqua arriva a 40 gradi e oltre tale quota non è indicato scendere.

La nostra attività pomeridiana preferita si conferma essere il kayak col quale circumnavighiamo l’isola attraversando tratti di mare trasparente e invitante per un tuffo o uno snorkeling, lungo il percorso scorgiamo allevamenti di ostriche perlifere e palafitte di pescatori locali; arriviamo fino al mangrovieto e la canoa è il mezzo idoneo per navigare sul basso fondale, ci introduciamo tra le mangrovie in un passaggio che ci porta all’hot spring, una sorgente di acqua calda tra le rocce dove beatamente ci immergiamo per un benefico bagno termale.

blue lagoon coron island

blue lagoon coron island

Il tempo ha plasmato delle meraviglie naturali tra le più belle del pianeta, oltre 7.000 magnifiche isole che lasciano incantati anche i più esperti viaggiatori che qui trovano la straordinaria accoglienza e la gentilezza del popolo filippino e in particolare a Sangat Island possono scoprire lo splendido e indimenticabile sorriso di Cristina.

 

Manuela Barzan

Francesco
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